www.sopramentale.it - Il sito di Natarajan
Intenzione del Sito
 

Ciascuno è libero di inventare ogni tipo di ragioni che mi avrebbero spinto a creare questo sito, senza preoccuparsi della mia intenzione vera. Occorre che il mentale si diverte a caratterizzare ciò che gli scappa, come lo ha sempre fatto, ed occorre anche che ne approfitta finché ne è ancora tempo, poiché l'evoluzione decide di passare ad altra cosa. Cioè che non vi sono per niente se questa formidabile energia mi colma e mi assale, e mi fa quasi tutt’i giorni cadere sui miei limiti d’uomo, che ho voglia talvolta di conservare, talvolta di superare, tanto la triturazione è profonda. Allora perché parlarene? E perché non dirlo? Perché tacere che sono una scimmia pensante in mutazione, ciò sarebbe una buona ragione di restare muto perché questo fatto è difficile a stabilire: non ho distinzione fisica speciale, niente prova ciò che avanzo, ed io vengo in aiuta agli astiosi che si alzano abbassando gli altri, e che commentano già la mia autoproclamazione sospetta, prima di confrontarsi ai miei testi…


Non è per farvi credere che sono un mutante sopramentale che apro questo sito, personalmente io non mi curo di ciò, è una semplice rappresentazione, un'etichetta, è semplicemente che considero serenamente di essere utile ad alcuni. Dimenticate l'autore, e se ciò vi interessa, esaminate le mie “opere„. ". È così che io stesso ho potuto evolvere, leggendo, perché non avevo un padrone sottomano, e che non volevo rinunciare a trovare il senso "assoluto" delle cose, e raffiguratevi che ciò ha funzionato. Certi libri mi hanno aperto la via, e da allora rispetto infinitamente la scrittura, ed è la ragione per la quale prendo un piacere estremo ad essere un topografo della via suprema, ad inventare mappe per esplorare l'ignoto con un poco meno di timore di o se preferite con più di fiducia. L'ignoto non mi ha mai deluso, mi ci sono sprofondato, ho potuto vivere con un numero di punti di riferimenti irrisori per un umano, e siccome questa avventura ha funzionato, ne testimonio


L'ignoto merita delle mappe, perché non sono tutti che indovinano dove si trova, la prova, i pochi esseri umani che si abbandonano, mentre è così che il passato smette di fomentare il presente. Allora metto le carte in tavola, l'ignoto dell'altezza non smetterà di sollecitarci per farci superare il pensiero, e ci tira verso il Divino. L'ignoto del basso si sprofonda là dove la materia comincia a guizzare non importa come sotto il potere di un trucco che non conosceva, la vita, e per questo ignoto, riconoscere ciò che viene dal disopra posa delle difficoltà. Allora per rampicare là dove il pensiero non sarà più necessario, bisogna scendere anche completamente in basso per cancellare certe operazioni della natura che agiscono in fondo al subconscio animale, lontano da ogni controllo dalla volontà e dal pensiero. Ciò è così basso che soltanto il sopramentale può scendere tanto lontano nel corpo, ed intercettare questi processi che codificano tutto un mucchio di reazioni che vanno verso la morte, e contaminano anche la coscienza mentale dell’io. In breve, questa volta è fino ai geni che il Divino scende, rovista, ed agita con la sua velocità così rapida che ne è immobile, tutti i programmi della vita su Terra di cui abbiamo ereditato, noi la specie verticale.


Rassicuratevi allora non dico tutto, sarebbe scoraggiante, ma lascio sentire ugualmente che certe "traversate" sono difficili, allora occorre che il viaggio ne valga la pena, e ciò è certo. È un cambiamento di specie che è in corso, non un saluto superiore.


Rimarrebbe da spiegare perché il sopramentale arriva piuttosto agli esseri già realizzati che agli altri, ma su questo punto, Sri Aurobindo ha presentato la spiritualizzazione come la tappa necessaria per arrivare al sopramentale. In ciò che mi riguarda, credo che si tratti soltanto di questioni tecniche, in relazione con leggi fisiche imprescrittibili. (Non si può riempire ciò che è già pieno). L'universo si sviluppa in modo che gli è conforme, e coloro che possono comprendere questo sviluppo sono coloro che hanno sufficientemente rinunciato ad essi stessi per essere all'ascolto assoluto del Reale, molto a monte delle istituzioni inventate, delle regole e delle abitudini comuni, delle costruzioni del pensiero, ed abbastanza staccati delle esigenze della natura, come il desiderio. E là neppure non mi accanirò a sostenere che faccio precisamente parte di questa categoria, come per caso, poiché ciò che sono e chi sono non hanno strettamente alcun'importanza. Tutta la mia vita si è tessuta molto sola per portarmi là, e ad una tale velocità che al termine di trenta anni, “non ho realmente realizzato„ ciò che mi accade. Scendo una torrente dal 1977, e ad una tale rapidità che l'idea di aggrapparmi ad una roccia di passaggio è vana, e sarei ferito contro la sponda. Allora lascio fare e ciò continua, poiché è comunque il Divino che è dietro tutto questo, ed i miei molteplici morti devono dunque addirittura servire a qualcosa. La convinzione che questo lavoro è indispensabile per fare diminuire su Terra un minimo la sciocchezza e la crudeltà, ecco ciò che mi ha permesso di rimettermi a lavorare dopo prove potenti, così, in intera logica, il mio messaggio si rivolge a quelli che vogliono utilizzare la loro realizzazione, prossima forse, ad illuminare la Terra, e che non la vedono come una fine in sé. Per me la razza umana è una specie mancata, e resterà una specie mancata finché non avrà emerso su ciò che gli permetterà di eliminare la crudeltà e la sciocchezza. Il fatto è che il sopramentale mi sembra il mezzo più adeguato per uscirne. Forse la coscienza divina ha indovinato che avevo bisogno di essa?